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Il Corridoio Dei Fessi Perduti

Il Corridoio Dei Fessi Perduti Catzebao Blog

Il Corridoio Dei Fessi Perduti

Nel Palazzo di Montecitorio, sede del più importante opificio di truffe, raggiri, ladrocini ed altre schifezze varie, c’è una sala detta dei passi perduti.

Ad essa si accede da un lungo corridoio, arricchito da un sontuoso tappeto che viene amorevolmente calpestato da ladri, corrotti, corruttori, cavallari, nani, ballerine da ex deputati fessi e da deputati furbi.

Il corridoio è una specie di piazza di Paese, se ci passi, incontri tutti, puoi salutare tutti e tutti ti salutano.

Questo corridoio mi è venuto in mente dopo aver letto l’ultima vicenda che riguarda uno dei maggiori fessi che ho conosciuto e frequentato in questi decenni, un fesso ben messo, dal portamento signorile, dalla carriera sfolgorante che lo ha portato a percorrere, velocissimamente, le più importanti tappe della sua vicenda politica.

Ho scritto su di lui, in passato, gli ho dedicato un piccolo saggio intitolato La mega cazzata di Gianfranco Fini.

Ma oggi, il povero Gianfranco, in quanto a cazzate è stato superato e di gran lunga dal Grullo di Rignano e non gli rimane altro che fregiarsi del titolo di fesso del regime.

La sua vita pubblica è contrassegnata da fesserie, fesserie accertatate, reiterate e continuative.

Come un fessacchiotto di campagna, divenne neo fascista perché gli piacque un film sui berretti verdi, divenne segretario del MSI per manifesta inferiorità (!) dei contendenti, sfruttò l’onda emotiva seguita a “mani pulite” e, scavalcando la voglia di vendetta dei missini dell’epoca, raccolse intorno a se gente come Rebecchini, Publio Fiori, e Armani che non era lo stilista ma solo un repubblicano riciclato.

Il Corridoio Dei Fessi Perduti Fini Sono un Coglione

Fini: Sono un Coglione

Il Corridoio Dei Fessi Perduti

Tra una mangiata e l’altra di rigatoni alla palliata e di code alla vaccinara, riuscì ad elevare al rango di classe dirigente, personaggetti tipo Gasparri, Matteoli, La Russa, Bocchino Italo, Malgeri Gennaro trasformando il suo fedele autista, detto Checchino, nel senatore Francesco Proietti Cosimi, con vitalizio e doppio cognome.

E, se queste fesserie in serie non dovessero bastare per fargli meritare l’epiteto di “fesso” dei due secoli, ne fece tante altre, in seguito, durante e dopo.

Tante, ne fece, ma così tante, da costringerlo al suicidio politico e da spingerlo a percorrere il Corridoio dei Passi Perduti, quasi in punta di piedi, con il desiderio interiore di passare inosservato, di non incontrare vecchi conoscenti e da non farsi indicare a dito, dai ladri, corrotti, corruttori eccetera, ecco quel “fesso” di Fini.

Si, perché, i ladri, i corrotti ed i corruttori che frequentano il corridoio, sono, si, ladri, corrotti e corruttori ma non sono mica fessi.

Non hanno avuto storie con le mogli degli altri e neppure con le ganze degli altri.

I ladri, i corrotti ed i corruttori, di solito, i parenti delle mogli o delle ganze, li sistemano a dovere, non si fanno sistemare da loro.

Non si fanno fregare dai cognati, dai suoceri, dalle mogli, dalle compagne e dalle ganze, come ha fatto il povero Gianfranco.

Ecco, perché, il titolo di fesso dei due secoli è suo e nessuno glielo potrà sottrarre, in secula et seculorum, come quello di cui si è autofregiato.

“Sono un coglione” !

Giusto, Gianfranco, sei un coglione e per questo non affondo la lama, ma tu, d’ora in avanti, evita di frequentare il Palazzo, evita il “corridoio” , cancella il numero der cavallaro dal tuo cellulare e vai a rifugiarti ad Ansedonia, indossa le scarpe da tennis e sfida Giuliano Amato.

Lui si che è furbo…

Informazioni sull'Autore

Catzebao

Se qualche visitatore di questo Blog volesse "rovistare" nel mio profilo per sapere qualcosa di me, provvedo subito. Sono un piccolo imprenditore del Viterbese. Non sono iscritto a partiti ma considero un dovere partecipare alle scelte per la soluzione dei problemi della società e quindi, come si dice, fare politica. Sono convinto fautore di una economia socializzata, ripeto socializzata, e di una politica che promuova ed indirizzi le scelte economiche del paese. Sono quindi contrario al liberismo, al liberal-capitalismo ed alla liberal-democrazia partitocratica. Marchionne mi sta sul cazzo e con lui tutta la stirpe degli Elkan. Sono comunque un uomo libero, con le sue radici, le sue convinzioni e le sue voglie di libertà.

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